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Essere indipendente: la dea Artemide
Essere indipendente: la dea Artemide

Essere donne, scrive Oriana Fallaci, è un’avventura che richiede coraggio. Nei momenti in cui ci sentiamo insicure e questo coraggio sembra venire a mancarci, non c’è niente di meglio che rivolgerci all’archetipo della donna indipendente simboleggiato dalla dea Artemide. Vi spiego meglio cosa voglio dire.

Artemide, la dea della caccia e della luna, rappresenta la capacità di bastare a noi stesse.

Come ho scritto nell’articolo Quale donna sei? Artemide è, secondo la mitologia greca, la dea della caccia e della luna. Va in giro armata di arco e frecce, fiera della propria libertà.

È il tipo di donna che sa concentrarsi sui propri obiettivi: la sua priorità è l’autorealizzazione personale. Si allena, prende la mira e fa di tutto per ottenere ciò che vuole.

La donna Artemide si dedica a se stessa e non sente il bisogno di stringere legami troppo profondi ed esclusivi, che potrebbero limitarne la libertà di scelta e d’azione. A differenza di altre dee non accoglie uomini nella sua vita, perché le relazioni sentimentali non sono di suo interesse. Neanche la maternità è un obiettivo attraente ai suo occhi.

Per queste sue caratteristiche Artemide si discosta da un modello di femminilità più tradizionale e incarna, invece, una donna ribelle, che mette al primo posto la propria autonomia. Si tratta di una dea combattiva, che non teme di gettarsi nella mischia, perché ama la competizione. Non si fa distrarre per alcun motivo al mondo, niente e nessuno può distogliere la sua attenzione dagli obiettivi che si è prefissa.

Cosa può insegnarci Artemide? Innanzitutto che non abbiamo bisogno di nessuno che ci completi. Siamo in grado di badare a noi stesse e non abbiamo nulla da dimostrare.

Ci insegna anche a non perdere mai di vista che siamo  noi le artefici della nostra realizzazione. Ricordiamocelo tutte le volte in cui facciamo troppo affidamento sugli altri quando vogliamo ottenere qualcosa che ci sta a cuore. È di noi stesse per prime che dobbiamo fidarci, sicure delle nostre capacità.

L’Artemide che è in noi ci aiuta a combattere per quello che vogliamo. Spesso noi donne veniamo educate con l’idea che sia da egoiste pensare al nostro benessere e ai nostri bisogni. Quando ci rendiamo conto che stiamo mettendo i nostri desideri in secondo piano, perché non ci sembrano abbastanza importanti, la lezione di Artemide ci torna utile.

Ovviamente, la realtà non è il mito. Essere donne indipendenti non vuol dire affatto non avere legami profondi.  Non vuol dire non desiderare un compagno o dei figli. Vuol dire sapere dare ai legami con gli altri il giusto spazio nella nostra vita. Vuol dire ricordarsi sempre che la responsabilità di prenderci cura della propria felicità è un  nostro diritto fondamentale.

Impariamo da Artemide il coraggio di essere la nostra priorità, a prescindere dai ruoli di madre, di amante, di compagna che ricopriamo nella vita. Se ci sentiamo importanti solo nella misura in cui siamo in grado di aiutare gli altri, Artemide ci ricorda che dobbiamo, per prima cosa, saperci prendere cura di noi stesse e ritagliarci spazi che siano solo nostri.

Se, invece, ci identifichiamo tanto in Artemide e i legami per noi sono solo distrazioni, potremmo, per scoprire nuovi lati del nostro essere donna, prendere spunto dall’esempio di altre dee, come Era o Afrodite.

Voi cosa ne pensate?

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