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Il potere di sedurre: la dea Afrodite
Il potere di sedurre: la dea Afrodite

Cosa vuol dire sedurre? Attrarre, esercitare sugli altri una forza magnetica. Non è qualcosa che si limita solo ad essere una bella donna, che colpisce lo sguardo. La seduzione è potente perché fa sentire speciale non solo chi seduce, ma anche chi viene sedotto. È come una luce che fa apparire il mondo in modo nuovo, creando un senso di benessere e di euforia.

Perché sto parlando al femminile? Perché è alla psicologia della donna che mi sto riferendo. Nell’articolo “Quale donna sei?” ho scritto di Afrodite, dea che simboleggia il potere di sedurre presente in ogni donna. Quando ci innamoriamo, quando siamo felici nel fascino che esercitiamo, quando siamo gratificate dalla consapevolezza di piacere agli altri, Afrodite si fa strada dentro di noi.

Afrodite rappresenta la forza travolgente della passione. Non mi sto a riferendo solo alla passione fisica, ma anche alla forza vitale, potente e inesorabile, che ci fa innamorare di un’idea, un progetto, che ci spinge a creare. E ci fa innamorare, prima di tutto, di noi stesse.

Se il nostro corpo non ci piace, se le altre donne ci sembrano tutte più belle di noi, se non ci sentiamo mai all’altezza, è alla Afrodite che è dentro di noi che dobbiamo rivolgerci. Ogni donna sa cosa vuol dire fare i conti con quel senso di inadeguatezza, a volte sottile, a volte insopportabile, che fa pensare di non essere abbastanza.

Afrodite vive la sua bellezza come qualcosa di naturale, un dono da apprezzare e da valorizzare. Per risvegliare l’archetipo di questa dea bisogna lasciare che la bellezza e la capacità di sedurre che ci appartengono vengano alla luce, senza frapporre ostacoli.

Molte volte siamo proprio noi le peggiori nemiche di noi stesse. Ci svalutiamo e, quando riceviamo conferme e apprezzamenti, li minimizziamo, non li prendiamo sul serio. Ci difendiamo dalla forza seduttiva che vive dentro di noi e che, forse, un po’ ci fa paura.

Ingigantiamo ogni nostro difetto, reale o presunto. Ci confrontiamo con modelli che non ci rappresentano. Non c’è modo peggiore di svilire la nostra forza seduttiva che costringerci ad essere chi non siamo. Sedurre è un’arte soggettiva.

Cos’altro ci può insegnare Afrodite, oltre che ad amare noi stesse? A coltivare il rapporto con gli altri. A lasciare che gli altri ci amino. Se l’archetipo di Artemide  ci insegna a bastare a noi stesse, l’archetipo di Afrodite ci permette di entrare in relazione. È una relazione basata sul piacere e sul gioco della seduzione vissuto senza rimorsi o sensi di colpa.

La forza di sedurre è potente e dobbiamo imparare a gestirla, per non diventarne schiave. Schiave della voglia di piacere a tutti i costi, terrorizzate dalle critiche, dipendenti da un amore malsano che ci fa stare male. Fare spazio ad Afrodite non vuol dire perdere la nostra vulnerabilità. Vuol dire imparare ad amarla.

Non ci sentiamo forti perché siamo perfette, ma perché amiamo i nostri difetti e non rivolgiamo a noi stesse critiche ingiuste, né lasciamo che gli altri lo facciano.

Se ci identifichiamo troppo nel nostro potere di sedurre rischiamo di trasformarlo da dono qual è a condanna: la condanna di sentirci degne di valore solo quando sappiamo di piacere agli altri. La forza seduttiva diventa come una droga, una ricerca continua di conferme.

Se la voglia di amare e di essere amate diventa il nostro chiodo fisso finiamo per sentirci vive solo quando siamo in una relazione, anche se la relazione che stiamo vivendo ci fa soffrire, anche non siamo ricambiate o se veniamo trattate male.

Non snaturiamo il potere della seduzione e dell’amore. Viviamo la passione sempre per quella che è: una forza vitale che trasforma il mondo, non una catena che ci impedisce di essere felici.

 

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