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L’intimità emotiva nella coppia
L’intimità emotiva nella coppia

Cos’è l’intimità emotiva? Potremmo definirla come la connessione che nasce tra le persone in seguito alla condivisione e allo scambio reciproco di emozioni e di sentimenti, sia piacevoli (come gioia e soddisfazione) che scomodi (tristezza o rabbia).

Tutti abbiamo bisogno di contatto umano, di scambio emotivo con chi ci circonda, in quanto le relazioni (mi riferisco, naturalmente, a relazioni sane, fonte di benessere) rappresentano una forma di nutrimento irrinunciabile. Questo vale in tutti i rapporti che ci troviamo a vivere nella nostra quotidianità, ma diventa particolarmente importante nel rapporto di coppia.

Basta l’amore per creare connessione?

È opinione comune e molto diffusa che, quando due persone si amano, verrà loro naturale sentirsi connessi emotivamente, senza che sia necessario fare nulla al riguardo. Ciò potrebbe rispondere al vero agli inizi di una relazione, nella fase dell’innamoramento, ma, nel momento in cui la relazione diventa stabile e alla dimensione della passione e dell’attrazione si affianca la dimensione dell’impegno, le cose si fanno più complesse.

Molti sono portati a pensare che ciò sia dovuto al fatto che i sentimenti tendono ad affievolirsi nel tempo. Sulla scorta di questa convinzione alcuni ritengono che la relazione sia giunta al capolinea quando non ci sono più le emozioni intense dei primi tempi. Alla base di questo modo di vedere c’è un equivoco di fondo: confondere l’innamoramento, per sua natura transitorio, con l’amore.

Costruire l’identità di coppia

Quando ci stiamo innamorando abbiamo di fronte una persona che, di fatto, conosciamo ancora molto poco; l’attrazione reciproca contribuisce a creare, nei due partner, la percezione di un senso di vicinanza che, più che su basi reali, si fonda sul bisogno di veder concretizzati i propri desideri e le aspettative di realizzazione sentimentale.

Di fatto una relazione, per essere appagante, necessita di impegno, inteso non, come spesso accade, come sacrificio o mutilazione delle proprie aspirazioni personali, ma come costruzione di un’identità condivisa (l’identità di coppia) che si fonda sul contributo di entrambi i partner.

Se vogliamo che la nostra coppia funzioni, in sintesi, c’è del lavoro (tanto!) da fare insieme. Uno degli aspetti più importanti che concorrono alla buona riuscita di una coppia è proprio l’intimità emotiva.

Quando c’è intimità emotiva?

È auspicabile che la persona insieme alla quale abbiamo scelto di costruire un progetto di coppia sia una persona con cui ci sentiamo connessi e con la quale abbiamo la possibilità di essere pienamente noi stessi; non è affatto scontato, nei fatti, come potrebbe apparire in astratto.

Possiamo provare a mettere a fuoco se e in che misura siamo emotivamente connessi con il/la partner rispondendo alle seguenti domande:

  • Quanto questa persona fa parte della mia vita?
  • Quanto mi conosce realmente per come sento di essere nei miei pregi, ma anche nelle mie fragilità?
  • Posso contare su lui/lei nei momenti di difficoltà?
  • Posso condividere i miei dubbi, le preoccupazioni?
  • Partecipa alle cose che contano per me, ai miei successi come alle delusioni?

Naturalmente queste domande vanno declinate anche su di me rispetto al/alla partner: quanto lo/la conosco nella sua interezza? Sono disponibile a fare parte della sua vita? Ho a cuore il suo benessere?

Paura di fidarsi

Questo tipo di intimità, fondata sulle emozioni e i sentimenti più privati, va alimentata nel tempo e implica, da parte di entrambi i partner, una forma di “manutenzione” costante.

E’ necessaria, inoltre, la disponibilità a mettersi a nudo di fronte all’altra persona, palesando la fragilità, le zone d’ombra, cosa non facile da attuare. Più ci mettiamo in gioco emotivamente con il/la partner, più possiamo sentirci vulnerabili e questo può fare paura.

Ci potremo fidare? Spesso abbiamo imparato, dalle nostre esperienze precedenti e da quelle delle persone che ci circondano, che fidarsi è rischioso. Quella persona saprà custodire la nostra fragilità senza usarla, nei momenti di disaccordo e di scontro, come arma di offesa?

Se, poi, siamo portati a vivere le relazioni nel loro insieme, inclusa quella di coppia, come rapporti di potere, possiamo tendere, più o meno inconsapevolmente, a sabotare l’intimità emotiva perché abbiamo la percezione che ci ponga, rispetto al/alla partner, in una condizione di debolezza e di conseguente inferiorità.

Se manca la connessione emotiva

Spesso i partner fondano il proprio stare insieme sulla condivisione di esperienze (viaggi, mostre, concerti, etc.) e di progetti di vita comuni (matrimonio, casa, figli), sul fatto che quella persona incarna, per aspetto fisico e per altri elementi, la persona “adatta”. Si tratta di fattori importanti ai quali, però, va affiancata la connessione sul piano emotivo.

L’intimità emotiva è fondamentale al benessere della coppia tanto che, se questa dimensione latita, presto o tardi la relazione rischia di scricchiolare, giorno dopo giorno, per arrivare ad incrinarsi seriamente; in casi del genere si finisce per mettere in discussione la coppia nella sua interezza, perché manca, tra i partner, un’intesa fondata su basi profonde e non solo su elementi di superficie. Ciò può favorire l’emergere di un senso di progressiva estraneità e/o ostilità.

Come coltivare l’intimità?

Come possiamo ovviare alla difficoltà a instaurare una connessione con il/la partner? Innanzitutto chiediamo noi stessi fino a che punto siamo consapevoli di avere bisogno di intimità emotiva.

Non è poi così infrequente pensare che sia inutile. Sono tante le coppie che pensano sia sufficiente l’attrazione fisica, aver contratto un impegno oppure avere dei figli in comune per far funzionare la propria relazione.

Eppure sulla presenza di una reale intimità emotiva si fondano la comprensione reciproca, la capacità di supportarsi/sopportarsi a vicenda, l’intesa sessuale, la complicità, l’essere in grado di “fare squadra”.

1. Ascoltare, esprimersi, comunicare

Per sentirsi emotivamente connessi, in coppia e non solo, è fondamentale comunicare con l’altra persona, ascoltando ciò che l’interlocutore ha da dire ed esprimendo il nostro punto di vista.

La comunicazione, giova precisarlo, non può limitarsi a scambi di routine legati alle incombenze quotidiane (lavoro e carriera, gestione della casa, cura dei figli), ma scendere negli aspetti più personali e profondi (desideri, speranze, sogni per il futuro), senza temere la diversità reciproca, le divergenze di vedute e i conflitti.

2. Gestire il conflitto in modo costruttivo

Il conflitto è parte integrante di qualsiasi relazione; l’importante è che rappresenti un terreno costruttivo, in cui ci si confronta/scontra nelle proprie affinità e differenze, senza scadere nell’attacco personale fine a sé stesso.

Evitare i conflitti, nascondendo i disaccordi e le insoddisfazioni sotto il tappeto, è deleterio quanto litigare continuamente, rendendo il litigio occasione per ferirsi reciprocamente nei rispettivi punti deboli senza mai affrontare le ragioni oggettive del disaccordo.

3. Proteggere i confini di coppia

Un altro aspetto importante è proteggere i confini della coppia. Non sto affermando, naturalmente, che la coppia debba chiudersi al mondo esterno, ma è importante salvaguardare lo spazio di coppia, inteso come uno spazio privato in cui l’influenza, per quanto in buona fede, di amici e famiglie di origine, va limitata, riportandola al raggio d’azione che le compete.

Per poter creare una coppia serena i due partner hanno il compito di gestire le loro scelte, i propri disaccordi e i progetti comuni in prima persona, senza ingerenze esterne che rischierebbero di complicare il dialogo, invece di favorirlo, finendo per creare due “partiti” che si fronteggiano, ognuno portavoce di una propria “verità”, invece di due persone che si confrontano per costruire un progetto comune.

Se ci sono dei figli, inoltre, diviene fondamentale che essi non finiscano per diventare l’unico elemento unificante della coppia: significherebbe caricarli di una responsabilità che non compete loro; essere membri di una coppia ed essere genitori sono due dimensioni correlate, ma, di certo, non sovrapponibili.

In conclusione

In ultima analisi l’intimità emotiva di coppia presuppone la capacità di essere in contatto con le proprie emozioni e di saperle riconoscere, cosa su cui si fonda la capacità di saper riconoscere ed accogliere le emozioni del/della partner. Se non siamo in grado di essere in intimità emotiva con noi stessi come possiamo aspettarci di saper entrare in connessione con l’altra/o?

2 Comments

  • by

    Tonia

    Posted 12/05/2021 10:28

    Salve i suoi articoli mi risuonano molto, ma da qui a risolverli ce ne passa.. 😔 Vorrei sapere come fare per avere un contatto con lei grazie

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