+39 349 18 02 512
Lun-Ven: 10 -21 Sab: 10-13
info@annalisabertuzzi.it
La felicità posticipata
La felicità posticipata

Perché aspettiamo per qualsiasi cosa? Perché non afferiamo immediatamente il piacere? Quante volte la felicità viene distrutta dalla preparazione, stupida preparazione!

Jane Austen

Quante volte ci capita  di rinviare a domani? Non mi sto riferendo unicamente alla tendenza a procrastinare gli impegni, ma alla felicità posticipata. Mi spiego meglio. Avete presente quando pensiamo che per fare qualcosa che ci rende felici convenga aspettare tempi migliori?

Dal mio punto di vista la felicità non va idealizzata; ho spesso l’impressione che alcune persone credano che essere felici voglia dire non avere problemi, essere privi da preoccupazioni di alcun tipo. Ciò non è realistico e, se identifichiamo la felicità con la totale assenza di problemi rischiamo di non riuscire a valorizzare gli aspetti positivi della nostra vita, sentendoci perennemente insoddisfatti.

Non è mai abbastanza

Quando parlo di felicità posticipata mi riferisco, ad esempio, all’insoddisfazione che ci colpisce quando confrontiamo la nostra vita per quella che è con quella che riteniamo dovrebbe essere. Pensiamo che avremo il diritto di essere felici quando avremo raggiunto quell’obiettivo che ci sta tanto a cuore e da cui ci sentiamo ancora lontani, salvo poi credere, una volta che tale traguardo sia stato conseguito, che non sia ancora abbastanza.

Una cosa è avere dei sogni e dei progetti per il futuro, un’altra è sentirci perennemente insoddisfatti al pensiero di quello che ci manca da concretizzare; è un peccato svalutare ciò che abbiamo già conseguito a causa di quello che vorremmo realizzare. E’ come essere perennemente in debito con il futuro.

Non è mai il momento giusto

Molte volte rischiamo di perdere le opportunità di essere felici che la vita ci offre perché non ci sembra mai il momento giusto. E, alla fine, il momento giusto rischia di non arrivare mai. Non sto affermando, naturalmente,  che il segreto per una vita soddisfacente sia agire sempre sempre d’istinto, ignorando le conseguenze delle nostre azioni. Tendenzialmente rifuggo dalle generalizzazioni, perché penso che la realtà sia troppo complessa per poter essere ricondotta a degli schemi semplicistici.

Posticipiamo la felicità quando siamo troppo perfezionisti. Rimandiamo sempre al giorno dopo il momento di passare all’azione, perché siamo paralizzati dalla paura di fallire. La situazione in cui ci troviamo ci va stretta, ma abbiamo troppa paura per correre il rischio di un cambiamento. Questo modo di fare rischia di rappresentare un ostacolo alla nostra crescita personale.

Prima il dovere, poi il piacere

Ci viene insegnato, sin da piccoli, che prima di poterci concedere qualcosa che ci piace dobbiamo occuparci dei nostri doveri. La disciplina è importante per raggiungere dei risultati e per dare concretezza ai nostri sogni; ciò nonostante, se la nostra vita diventa un interminabile susseguirsi e di obblighi che non lascia spazio al relax, alla creatività e alla possibilità di ritagliarci spazi di benessere precludiamo a noi stessi la possibilità di essere felici nel presente.

E’ fondamentale riconoscere che, per stare bene, abbiamo bisogno di considerare i momenti piacevoli, in cui coltiviamo i nostri hobby e ci concediamo di fare qualcosa che ci piace, una priorità nella nostra vita, non meno delle responsabilità. Il piacere e il dovere sono entrambi due aspetti essenziali da tenere presente; non si escludono a vicenda, bensì si completano conferendo alla nostra esistenza il giusto ritmo.

Sii felice ora!

Non credo esista una ricetta valida per tutti per raggiungere la felicità e sono molto diffidente quando leggo in giro proposte che promettono di poter insegnare la Strada con la S maiuscola per essere felici.  Facciamo a noi stessi questa domanda: che vuol dire per me essere felice? Sembra una domanda banale, ma credo che la felicità sia una questione molto soggettiva e che, per poter essere felici, dobbiamo prima aver capito cosa davvero ci rende tali.

Concediamoci di essere felici senza se e senza ma. Una felicità legata, per esempio, ad un esperienza piacevole come una pausa di relax in cui ci dedichiamo a noi stessi o un momento di condivisione in compagnia di una persona cara. Non aspettiamo sempre il momento ottimale per essere felici, condannando noi stessi alla costante frustrazione dei nostri desideri; c’è sempre qualcosa, nella vita di tutti noi, che è fonte di benessere ed è da lì che possiamo partire.

 

 

 

 

 

 

 

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *