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Scrivere durante il lockdown
Scrivere durante il lockdown

Scrivere un diario è un’attività molto utile per affrontare i momenti difficili incluso quello attuale; possiamo trasformare il tempo faticoso del lockdown in un momento in cui ci prendiamo cura di noi stessi.

Ho potuto osservare da diversi anni, nella mia pratica professionale di psicoterapeuta, i vantaggi di usare la scrittura per ritrovare il benessere psicologico. Non credo sia un caso che molte persone stiano scoprendo, proprio in questo periodo così incerto, i benefici di tenere un diario; anche in Cina è accaduta la stessa cosa, durante la fase di emergenza dovuta al Coronavirus.

Perché un diario?

Attraverso la scrittura possiamo fare ordine tra i nostri pensieri e  esprimere le emozioni. Mi riferisco a emozioni positive ma anche a quelle più difficili da riconoscere: la preoccupazione per il futuro incerto, la rabbia per i progetti lasciati in sospeso e la tristezza per la distanza dalle persone care.

Mettere nero su bianco ciò che proviamo, ci permette di  alleggerire la mente e il cuore, ritrovando serenità; è molto di più di uno sfogo, è un modo per concederci di essere sinceri, senza filtri.

Un momento tutto per te

Tenere un diario ci permette di ritagliarci un momento di benessere tutto per noi. Se stiamo trascorrendo la quarantena insieme ai nostri familiari o a dei coinquilini, potrebbe essere difficile sopportare la convivenza forzata e la conseguente riduzione della privacy. Rifugiarci, anche solo per po’, tra le pagine del nostro diario delimita uno spazio personale ed esclusivo.

Se, invece, stiamo trascorrendo la quarantena in solitudine, scrivere un diario personale è un modo di stare in compagnia di noi stessi, contrastando il senso di isolamento e dando struttura alle nostre giornate.

La frenesia dei mille impegni quotidiani spesso non ci dà tregua; questa potrebbe rivelarsi l’opportunità per contattare con i nostri desideri più profondi. Non sono poi tante, nella  nostra vita di ogni giorno, le occasioni in cui ci concediamo di chiederci cosa ci fa stare bene, cosa ci piace davvero.

Come inizio?

Nel cominciare a scrivere raccomando sempre, come prima cosa, la spontaneità. Il diario non è un compito da svolgere, ma un piacere, un’attività creativa. È importante, quindi, sentirci liberi di esprimerci, senza preoccuparci di essere “bravi”, perché stiamo scrivendo per noi stessi.

Suggerisco alcuni spunti per aiutarci nell’esperienza di scrittura; possiamo scegliere quelli che ci piacciono di più in modo da organizzare il nostro diario come preferiamo, secondo i nostri gusti:

  • Mettere nero su bianco uno o più episodi che ci hanno colpito; questo ci aiuta a fare ordine. Possiamo, così, tenere traccia di questi giorni e ritrovare la bussola, nonostante l’incertezza degli eventi.
  • Dare voce alle nostre emozioni. Per aiutarci immaginiamo le emozioni sotto forma di persone che desiderano comunicare con noi. Qual è il loro messaggio? Siamo forse tristi per la lontananza dagli amici? Sollevati dal fatto di non essere, come al solito, oberati di scadenze? Preoccupati per il lavoro? Essere consapevoli di quello che proviamo ci rende più forti e in grado di reagire in modo costruttivo.
  • Scrivere un diario della gratitudine, raccontando le cose belle che ci accadono. Ora più che mai è fondamentale tutte le cose piacevoli, anche piccole, che fanno parte della nostra quotidianità. Ci aiuta a ritrovare la speranza e a guardare al futuro con maggiore fiducia.

Comincio adesso?

Possiamo iniziare a scrivere un diario anche ora, a metà quarantena, perché quello che conta non è tanto registrare gli eventi esterni, quanto piuttosto sintonizzarci sui nostri bisogni. Se questo è il momento in cui desideriamo iniziare a scrivere, è il momento giusto.

Se scopriamo che scrivere un diario ci piace e ci fa stare bene nulla ci vieta di proseguire anche dopo che la quarantena avrà termine. Questi giorni difficili ci avranno regalato un nuovo modo di prenderci cura di noi stessi, cosa che ci potrà aiutare anche in futuro.

 

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